Raccolta di poesie di Pasqua,famose e non,reperite in rete!
Buona Pasqua!

Nei miei sogni ho immaginato

un grande uovo colorato.

Per chi era?

Per la gente dall'Oriente all'Occidente:

pieno, pieno di sorprese

 destinate ad ogni paese.

C'era dentro la saggezza

e poi tanta tenerezza,

l'altruismo,

la bontà, gioia in grande quantità.

Tanta pace, tanto amore

da riempire ogni cuore.  

Gesu'

E Gesu'ù rivedeva, oltre il Giordano,

campagne sotto il mietitor rimorte, il suo giorno non molto era lontano.

 E stettero le donne in sulle porte delle case, dicendo:

 Ave, Profeta! Egli pensava al giorno di sua morte.

Egli si assise, all'ombra d'una mèta di grano, e disse:

 Se non è chi celi sotterra il seme, non sarà chi mieta.

 Egli parlava di granai nei' Cieli:

e voi, fanciulli, intorno lui correste con nelle teste brune aridi steli.

Egli stringeva al seno quelle teste brune; e Cefa parlò:

 Se costì siedi, temo per l'inconsutile tua veste;

Egli abbracciava i suoi piccoli eredi:

-Il figlio_ Giuda bisbigliò veloce-

d'un ladro, o Rabbi, t'è costì tra 'piedi:

Barabba ha nome il padre suo, che in croce morirà.

 Ma il Profeta, alzando gli occhi

 -No-, mormorò con l'ombra nella voce,

 e prese il bimbo sopra i suoi ginocchi.

Giovanni Pascoli

Venerdi' Santo

Nulla, credi,

 è più dolce per i nostri occhi di questo giorno senza sole,

con i monti velati di viole

perché la primavera non si mostri:::

Venerdì Santo!

E ieri sera tu ti rimendavi

quest'abito, tutto grigio, un abito

come a mezzo lutto per la morte del povero Gesù...

Traevi dalla tua cassa di noce qualche grigio merletto

secolare: così vestita, accoglierà l'altare la buona amante con le mani in croce...

 Prega per me, prega per te,

pel nostro amore, per nostra cristiana tenerezza,

 per la casa malata di tristezza,

 e per il grigio Venerdì che muore:

Venerdì Santo, entrato in agonia, non ha la sua campana che lo pianga...

come un mendico, cui nulla rimanga, rassegnato si muore sulla via...

Prega, e ricorda nella tua preghiera tutte le cose che ci lasceranno:

anche il ramo d'olivo che l'altr'anno ci donò, per la Pasqua, Primavera.

Quante volte l'olivo benedetto

vide noi moribondi nel piacere, e vide le nostre due anime,

 in nere vesti, per noi pregare a capo al letto!

E pregavamo, come se morisse qualcuno: un poco, sempre, morivamo:

Ma sempre sull'aurora nuova, il ramo d'olivo i liei amanti benedisse!

Ora col nuovo tu lo cambierai: anche devi pregare per gli specchi velati, per i libri,

 per i vecchi abiti che tu più non vestirai...

E' sera: un riso labile si perde sulle tue labbra,

mentre t'inginocchi: io guardo, dietro la veletta, gli occhi...

due perle nere in una rete verde.

Fausto Maria Martini

Dall'uovo di Pasqua

Dall'uovo di Pasqua

è uscito un pulcino di gesso arancione

col becco turchino.

Ha detto: "Vado, mi metto in viaggio

e porto a tutti un grande messaggio".

 E volteggiando di qua e di là

attraversando paesi e città

ha scritto sui muri, nel cielo e per terra:

 "Viva la pace, abbasso la guerra".

Gianni Rodari

Pasqua

A festoni la grigia parietaria

come una bimba gracile

s'affaccia ai muri della casa centenaria.

Il ciel di pioggia

è tutto una minaccia

sul bosco triste,

ché lo intrica il rovo spietatamente,

con tenaci braccia.

Quand'ecco dai pollai

sereno e nuovo il richiamo di Pasqua

empie la terra con l'antica pia favola dell'ovo.

Guido Gozzano



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